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Il Sole 24 Ore - Conflitto di Interessi Stampa E-mail
sabato 19 maggio 2007

Imprenditori - ministri, il divieto è solo settoriale.
Gentile direttore, La ringrazio per l'interesse che il Suo  giornale dedica alla riforma del conflitto di interessi

Proprio per l'autorevolezza del Sole, nella mia qualità di relatore del progetto di legge mi permetto di replicare ad una grave inesattezza contenuta nell'articolo di Franco Debenedetti pubblicato ieri.

Dice Debenedetti che il progetto impedisce di ricoprire la carica di ministro a chiunque abbia un patrimonio superiore a 15 milioni di euro.

Questa sarebbe una sciocchezza, che per fortuna non abbiamo mai scritto!

Il progetto, invece, dice che è incompatibile con la carica di ministro la proprietà di beni il cui valore complessivo sia superiore a 15 milioni di euro solo quando quei beni appartengono allo stesso settore di mercato di cui il proprietario dovrebbe occuparsi nella sua qualità di ministro. Esempio: se sono possessore di aziende farmaceutiche del valore indicato non potrò fare il ministro della Sanità, ma posso fare il ministro della Giustizia o degli Esteri o della Difesa.

Approfitto della Sua cortesia per replicare ad alcune altre inesattezze pubblicate da vari quotidiani:

a) l'istituzione del trust non è soggetta ad alcuna tassazione; così anche la restituzione dei beni quando cessa l'incarico di governo;

b) l'avere un coniuge ricco non è causa di incompatibilità; il coniuge deve comunicare all'Autorità il suo stato patrimoniale solo perchè l'Autorità possa controllare che non ricavi benefici economici particolari per decisione del ministro; i suoi beni, naturalmente, non sono soggetti a trust;

c) l'esercizio di una professione non è causa di incompatibilità; ma non si può esercitare una professione nello stesso settore in cui si esercita la responsabilità di ministro; ad esempio se si è ministro della giustizia non si può contemporaneamente esercitare la professione di avvocato;

d) la legge non si applica ai piccoli imprenditori. Infine, il blind trust non è una malefica invenzione dell'antiberlusconismo: lo prevedeva il progetto approvato dalla Camera nella XIII Legislatura dal centro sinistra e dall'intero centro destra. Relatore del progetto e strenuo sostenitore del blind trust e della decadenza del ministro in conflitto di interessi fu allora l'on.Franco Frattini.
Luciano Violante




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