SÜDDEUTSCHE ZEITUNG 08/03/2002 «Berlusconi non è un normale avversario democratico» di Birgit Schöna
venerdì 08 marzo 2002

Testo : Luciano Violante, 60 anni, è presidente di gruppo del maggior partito di opposizione presso la Camera dei deputati, i DS (Democratici di Sinistra).

Testo :
Luciano Violante, 60 anni, è presidente di gruppo del maggior partito di opposizione presso la Camera dei deputati, i DS (Democratici di Sinistra). Il giurista è stato dal 1996 al 2001 Presidente della Camera e prima ancora per diversi anni Presidente della Commissione parlamentare antimafia.

SZ: Onorevole Violante, la sinistra italiana ha dato negli ultimi tempi un'immagine piuttosto debole di sé.

Violante: Alla sconfitta di una coalizione elettorale come l'Ulivo fa sempre seguito una crisi programmatica. La destra ha avuto bisogno di due anni e mezzo per riprendersi dalla sconfitta elettorale di Berlusconi del 1996.

SZ: La grande dimostrazione romana di sabato scorso può significare una svolta per la sinistra?

Violante: Lo potrebbe. Forse ci siamo davvero lasciati alle spalle il peggio, la fase della litigiosità all'interno dell'Ulivo e della sfiducia da parte dei nostri elettori. Ieri ho parlato davanti a 800 studenti dell'Università di Bologna e non ci sono stati attacchi.

SZ: E' un bel successo non essere stati colpiti con i pomodori.

Violante: No, non è certo questo il successo. Io registro però un forte interessamento. Certo, non si tratta ancora di voti sicuri però gli studenti ci chiedono ?e che cosa faremo domani??. I nostri elettori hanno forse prima di noi già da lungo compreso che cosa significa il berlusconismo per l'Italia.

SZ: Nelle ultime settimane si è avuta l'impressione che artisti e intellettuali siano i veri leader dell'opposizione in Italia.

Violante: Veda, io ho un passato da comunista ma non penso che il partito sappia già tutto. Abbiamo molto da imparare dagli intellettuali. Il punto è che i politici dovrebbero intrattenere un costante scambio con la società e questo abbiamo mancato di farlo per lungo tempo. Pensavamo, spiegheremo dopo alla gente le cose straordinarie che abbiamo fatto, però per il momento lasciateci lavorare in pace. Gli intellettuali, e non solo loro, si sono sentiti trascurati mentre prima erano stati parte vitale della sinistra italiana. Per questo il regista Nanni Moretti ci ha attaccati e questo attacco frontale ha innescato un processo positivo.

SZ: Quando la scorsa settimana è stata discussa alla Camera dei deputati la nuova legge sul conflitto di interessi, Lei ha parlato della necessità di difendere la libertà. Perché?

Violante: Quando si concentra potere economico e potere politico nelle mani di un singolo, c'è un problema di libertà in senso moderno. Ai nostri predecessori bastava che non finisse in prigione chi era innocente, ma noi vogliamo di più. Libertà dell'informazione, libertà dai monopoli economici. Qui in Italia quasi tutte le case editrici appartengono a Berlusconi, a proposito anche quelle con le quali io pubblico. Lui utilizza un vocabolario come un vecchio dittatore sudamericano. Queste cose noi le abbiamo sottovalutate. Berlusconi non è un normale avversario democratico.

SZ: Questo si vede in Parlamento?

Violante: Il Presidente del Consiglio ha di recente fatto omaggio di orologi d'oro a quei deputati della sua coalizione che avevano preso parte al maggior numero di votazioni. Questa è cultura d'impresa! O può Lei immaginarsi che Gerhard Schröder faccia qualcosa del genere con i deputati dell'SPD particolarmente diligenti?

SZ: Di recente Lei ha raccontato che il fatturato dell'azienda televisiva di Berlusconi, Mediaset, è cresciuto del cinque percento durante il governo del centrosinistra. Perché non avete fatto allora una legge contro la concentrazione di potere di Berlusconi?

Violante: Ci abbiamo provato ma lo ha impedito la lentezza del Parlamento. In realtà, e questo è stato certamente decisivo, avevamo un complesso. Il complesso di non fare abuso del nostro potere di governo per stroncare il potere del nostro avversario. La destra non ha questo complesso.

SZ: La sinistra ha sottovalutato Berlusconi?

Violante: Sicuramente sì , nel senso che lo abbiamo trattato come un normale avversario. Ma Berlusconi non è un politico normale per una democrazia occidentale. Il suo disprezzo per le regole della politica, per il Parlamento, non è un fatto democratico. Veda, il Presidente del Consiglio è accusato a Milano per corruzione di giudici. Lui però vuole che il processo abbia luogo altrove. C'è un cantautore a Milano che ogni sabato sulla piazza del Duomo canta canzoni di protesta contro il governo. Prima contro di noi, adesso contro Berlusconi. Berlusconi ha adesso disposto che quest'uomo disturba l'ordine pubblico e lo ha soprattutto menzionato come una delle ragioni per il trasferimento del suo processo.

SZ: Come si dovrebbe comportare l'Unione Europea nei confronti dell'Italia?

Violante: Berlusconi è parte di un fenomeno europeo. C'è una nuova destra, c'è Haider in Austria. La cultura politica è la stessa: populismo, nazionalismo, razzismo. Berlusconi non è solo. Anche se noi in Italia abbiamo una situazione particolare, dobbiamo tenere attentamente d'occhio tutto il fenomeno. Per questa nuova destra l'Europa e l'unificazione europea sono una minaccia. Alcuni lo mostrano come il capo della Lega-Nord, Umberto Bossi.

SZ: . .. che ha tacciato l'EU di un nuovo stalinismo...

Violante: ...e che per questo è stato duramente redarguito da Bruxelles. Si è trattato di una cosa giusta e necessaria. Io non credo tuttavia che l'UE debba adottare misure contro l'Italia. Haider sta perdendo consenso in Austria mediante un normale processo democratico. Anche qui in Italia deve essere semplicemente la nostra democrazia a reagire.