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| giovedì 21 giugno 2007 | |
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2009 Magistrati
edizioni Einaudi «I giudici devono essere leoni, ma leoni sotto il trono», scriveva Francis Bacon quattro secoli fa. Il rapporto fra politica e giustizia resta difficile ancora oggi. Il trono ambisce a schiacciare i leoni. I leoni manifestano una certa propensione a sedersi sul trono. Solo una solida, laica coscienza istituzionale può garantire il raggiungimento di un equilibrio democratico. Qual è oggi il ruolo dei giudici nella società e nello Stato? La perdita di credibilità della politica e l'indebolimento dei valori morali hanno portato la sfera di influenza del diritto a espandersi a dismisura. La politica guarda con sospetto l'intraprendenza della magistratura, mentre i cittadini incoraggiano i giudici che colpiscono i politici, almeno finché non vedono toccati i propri interessi. Come evitare il conflitto permanente e garantire invece un ragionevole equilibrio tra politica e giustizia? Contestare il fondamento stesso di indagini che possano delegittimare gli eletti dal popolo è sbagliato, ma alla magistratura si richiede una nuova responsabilità. Ai valori di uguaglianza e promozione sociale, che hanno portato nel tempo dall'età della legge all'età dell'interpretazione della legge, è opportuno affiancare i valori di unità e responsabilità, privilegiando nel quotidiano esercizio della propria funzione la certezza del diritto e della sua interpretazione. Non c'è altro modo per evitare il conflitto permanente con la politica e il rischio di delegittimazione della stessa magistratura.
Perché è urgente fare il Partito Democratico in Italia? Perché il progetto del Partito Democratico non deve fallire? Perché il Partito Democratico, così come viene pensato e discusso oggi, corre seri rischi di fallimento? La nascita di un nuovo grande partito riformista può diventare una risposta concreta alla crisi del sistema italiano, ma se nella sua costituzione non si pongono decisive istanze di rinnovamento nel modo di fare politica del nostro Paese e scelte coerenti per recuperare una nuova dignità dello Stato, questa nobile impresa potrà rivelarsi fallimentare. Un'analisi acuta, lucidamente politically uncorrect, che denuncia i rischi di un definitivo allontanamento dei cittadini dalla politica, di un'irrecuperabile deriva oligarchica della democrazia, di uno smarrimento dei valori della Costituzione. Una voce autorevole - quella di Luciano Violante - fuori dal coro del dibattito in corso che lancia un avvertimento: il Partito Democratico sarà una scommessa vincente solo se saprà fare i conti con la Storia e inventare una nuova "arte del buon governo", capace di accogliere il cambiamento, di promuovere partecipazione politica e di puntare all'interesse generale dei cittadini, anche di quelli che non lo voteranno.
Un appassionato invito alle giovani generazioni
a riappropriarsi della Carta Costituzionale, per riscoprirne i principi fondamentali e vigilare sui diritti che essa difende «Cara Giovanna, caro Michele, …molti, anche della vostra generazione, pensano che la Costituzione sia una specie di idolo, collocato in uno spazio lontano, che non ha nulla a che fare con la vita, il lavoro, la salute, la quotidianità. Un affare per giuristi e politici, non per i cittadini. Non è così».
Qoèlet, Salomone secondo un'antica tradizione, figlio di Davide, Re di Gerusalemme, amante della regina di Saba, autore di uno dei libri più misteriosi della Bibbia, racconta il dialogo tra gli uomini e Dio sulle radici dell'odio, della violenza, della guerra. Il confronto - a tratti struggente, a tratti crudele - è una meditazione di forza e speranza sul mistero del male, sulle fatiche degli uomini e di Dio per separarsene, sulla necessità di un'alleanza per sconfiggerlo. Il male sta prima di Dio? E Dio è una rivolta contro l'autodistruzione che è il male? Un'alleanza fra l'energia creativa degli uomini e quella di Dio potrà, un giorno, far arretrare il male e renderlo periferico? Gli uomini interrogano, Dio risponde... Poi anche Dio interroga, e gli uomini non possono tacere... Alcuni link sullo spettacolo teatrale tratto dall'opera.
News di yahoo
Ho capito la profondità dello sguardo verticale. Lo sguardo orizzontale accarezza, ma non penetra, unifica e non distingue. Lo sgurdo verticale ti fa osservare le sorgenze, gli anfratti, i profili, ti insegna a distinguere. Poi, quando arrivi in cima, lo sguardo ritorna orizzontale, ma passa al di sopra delle nuvole e scruta i profili dellecime per ricordarne i nomi. Se sei seduto sul tetto del Gran Paradiso, sui lastroni terminali, e guardi attorno ti senti enorme e piccolissimo allo stesso tempo.
La lotta contro la mafia ha avuto un andamento ciclico. Prima il grande omicidio politico; quindi, indignazione, reazione, nuove leggi, nuovi arresti, nuovi processi. Poi la disattenzione. Dopo la disattenzione fioriscono le assoluzioni e gli interventi che riprendono a favorire la mafia. Si torna alla convivenza; ma ci sono magistrati, imprenditori, politici che, obbedendo alla propria etica professionale, non la accettano. Sinora ogni ciclo è durato circa dieci anni, è iniziato e si è concluso con omicidi eccellenti.
La sinistra non può accontentarsi di garantire la libertà di agire: deve anche promuovere la libertà dal bisogno, come fondamento della sua identità. Indice: 1. Non abbiamo smesso di farci domande – 2. La nuova utopia strategica: equilibrio tra libertà dal bisogno e libertà di agire; 3. La crisi dei vecchi equilibri; 4. Modernità e valori delle persone; 5. Due correzioni e una
conferma. 6. Uno Stato amico; 7. Slegare l'Italia; 8. Una storia difficile.
La malattia Italiana si chiama instabilità grave; e l'Italia deve darsi regole e valori per sconfiggerla. Instabilità vuol dire incertezza e
genera cinismo, inefficienza degli apparati pubblici, impossibilità di cambiamenti profondi... La classe dirigente deve battersi per un'Italia del XXI secolo, che non sia appendice meridionale dell'Europa, ma forte paese mediterraneo stabilmente inserito nel contesto Europeo con la funzione di ponte tra i due continenti.
Il punto di vista della cantata è quello delle vittime della mafia, che guardano da un loro "aldilà" alle vicende terrene avvelenate dal
crimine, dalla complicità e dall'inerzia morale. Al centro di questa folla di uccisi stanno i bambini vittime della mafia, per i quali la pietà e la tenerezza degli adulti, donne e uomini, creano una festa che è amore e speranza. Nella cantata il discorso politico e l'indignazione civile ritrovano le loro radici profonde nei sentimenti elementari, l'amore e la sofferenza, la solidarietà e il senso di giustizia. La tragedia che chiamiamo mafia si rivela qui nella sua essenza di offesa all'umanità.
La mafia non è una piovra né un cancro, non è misteriosa né invincibile.Per affrontarla e vincerla non servono metafore né retorica ma conoscenze precise e lucide analisi come è il caso di queste dodici tesi. La mafia è fatta di uomini, danaro, armi, relazioni politiche. Basti dire che, con un giro d'affari di circa 69 000 miliardi l'anno, la mafia è il secondo gruppo italiano dopo l'Iri. Cosa Nostra, n'drangheta, camorra hanno costruito insediamenti stabili nel tessuto sociale delle aree piú povere del Meridione diventando una componente strutturale del sistema economico di quelle regioni. Attraverso potenti connivenze con gli apparati
pubblici l'apparato della mafia ha conosciuto una crescente integrazione nel sistema economico e politico italiano dando luogo a estese pratiche corrutive.
Pubblicazioni Laterza i Robinson
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pubblicazioni
2011 Viaggio verso la fine del tempo
2009 Magistrati
2007 Uncorrect
2006 Lettera ai giovani sulla Costituzione
2005 - Secondo Qoèlet Dialogo fra gli uomini e Dio
2004 - Il Prato dei Quarzi
2003 - Un mondo asimmetrico
2002 - Il ciclo mafioso
1999 - Le due libertà
1999 - L'Italia dopo il 1999 La sfida per la stabilità
1994 - Cantata per la festa dei bambini morti di mafia
1994 - Non è la piovra
"Rapporti antimafia"
Mafia e società italiana
I soldi della mafia
Legge Diritto Giustizia
La Criminalita'
